SEDATI MA NON CALMI: pregi e difetti dei farmaci ansiolitici

«Molti uomini hanno una vita di quieta disperazione» Thoreau

 

Nel nostro cervello esistono, per fortuna, sostanze e circuiti neurali che favoriscono la comparsa dell’ansia e sostanze che ne permettono la riduzione. Queste ultime sostanze create naturalmente dal nostro cervello sono assai simili agli ansiolitici piu’ diffusi che si acquistano in farmacia, ovvero il Tavor, il Valium, l’Ansiolin, lo Xanax, l’En

Proprio in questa somiglianza con i prodotti creati dal nostro cervello stanno i pregi e i difetti degli ansiolitici:

Il PREGIO è che sono veramente efficaci e di rapido effetto: in condizioni di ansia, di insonnia o di grave tensione (anche muscolare), questi prodotti, nel giro di pochi minuti, fanno stare bene. Inoltre, sono cosi’ simili a sostanze fisiologiche che raramente creano allergie.

Il DIFETTO pero’ è che sono veramente efficaci e di rapido effetto!

Se si prende mezzo Tavor ogni tanto non si corre certo il rischio di dipendenza o di assuefazione, ma sarebbe utile valutare quanto l’uso dell’ansiolitico, anche se sporadico, funga da stampella psicologica che serve si ma solo a zoppicare meglio, con il rischio concreto di rinviare ad infinitum la sostituzione di atteggiamenti disfunzionali con altri piu’ funzionali.

Se l’ansiolitico viene invece preso ad alte dosi, per lunghi periodi, gradualmente il cervello inibisce la propria produzione di ansiolitico «naturale» (tanto c’è quello che proviene dal farmaco). Dato pero’ che l’ansia è comunque necessaria per la nostra stessa sopravvivenza, il cervello produce sempre piu’ la sostanza che favorisce la comparsa dell’ansia: il risultato finale puo’ essere davvero triste. All’inizio si sta bene rapidamente, poi si aumentano le dosi e il nostro cervello reagisce all’eccesso di ansiolitico producendo sempre piu’ sostanze che inducono ansia. Se a questo punto si abbandonasse di colpo la terapia, ci si troverebbe in piena crisi ansiosa e il cervello non saprebbe calmarsi spontaneamente. Questa condizione per cui, se si sospende la terapia, si vive l’effetto opposto, si chiama astinenza ed è legata al concetto di assuefazione e dipendenza. Gli ansiolitici sono, tra gli psicofarmaci, quelli che espongono maggiormente al rischio di dipendenza. Questo rischio è particolarmente evidente con i prodotti piu’ rapidi ed efficaci (es. Xanax e Tavor), ma per correre questo rischio occorrono alte dosi per lunghi periodi di tempo, una pillola ogni tanto non crea problemi di questo genere.

Inoltre, casi di dipendenza possono essere superati EVITANDO BRUSCHE INTERRUZIONI DEL TRATTAMENTO. Se questo viene ridotto gradualmente sotto controllo medico ed eventualmente con un supporto psicologico non ci sono difficoltà anche ad interrompere un trattamento che si è protratto per anni.

In realtà gli ansiolitici sono prodotti ben tollerati se presi per periodi brevi o in modo saltuario! Ma se non se ne interrompe l’uso quando il bisogno è cessato, in caso di un nuovo attacco d’ansia, si deve aumentare sempre piu’ la dose: in questi casi il rischio di assuefazione e di dipendenza è particolarmente marcato. Inoltre, l’uso prolungato di questi prodotti, come visto sopra, puo’ facilitare l’adattamento a condizioni di vita che dovrebbero essere modificate!

Se si tratta, invece, di affrontare e risolvere quadri ansiosi di grave entità o di lunga durata, in specifici e selezionati casi, risulta opportuno integrare, ad un trattamento psicoterapico, anche un trattamento farmacologico temporaneo utile a migliorare la responsività alla terapia psicologica.

A tal proposito è utile ricordare che, nella maggioranza dei casi, l’ansia non deriva dalle situazioni in cui ci troviamo, ma dal modo in cui noi reagiamo a queste situazioni.

Se un esame universitario fosse di per sè un evento terrorizzante, nessuno riuscirebbe ad affrontare gli esami. Alcuni sono paralizzati dalla paura al punto da ritirarsi, falsificare i libretti, e perdere anni della loro vita. Altri, la maggioranza per fortuna, trovano vantaggiosa l’eccitazione che precede gli esami perchè consente di studiare meglio e di rendere al massimo.

Una pillola puo’ certamente ridurre l’ansia, ma non è sufficiente a insegnare stili di vita piu’ produttivi e meno ansiogeni! L‘intervento di uno specialista psicologo risulta indispensabile per modificare quelle particolari modalità di percepire e reagire alla realtà che ci fanno soffrire.

«Inibire le reazioni fisiologiche della paura attraverso sedativi è come ingessare completamente una persona e poi sottoporla a stimoli per lei spaventosi» Damasio


BIBLIOGRAFIA:

Nardone G. (2006), Manuale di sopravvivenza per psicopazienti, Tea Edizioni


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