Storia del modello strategico

«Da sempre lo strata­gemma è stato utilizzato come rimedio per arrivare alla vit­toria risparmiando tempo, denaro e vite umane» G. Nardone, 2003

«Cuore in gola, sudori freddi, una sensazione di terrore: gli attacchi di panico le toglievano il fiato. Mentre mi racconta i suoi disturbi, dalla finestra del mio studio si stacca un infisso che mi finisce in testa. Sanguino, sono stordito, urge il pronto soccorso, ed è lei a prendere in mano la situazione: mi porta all’ospedale guidando la mia auto, mi assiste come una sorella, aspetta gli inevitabili punti, mi riaccompagna allo studio. A quel punto il marito, venuto a riprenderla, è preoccupatissimo: Elena da anni non usciva da sola, non camminava per strada, di guidare neanche a parlarne. Erano gli spazi aperti, le macchine a scatenarle quei tremendi attacchi di panico. Ma quel pomeriggio non era successo niente di tutto cio’. Qualcosa di piu’ forte le aveva fatto dimenticare i suoi problemi (che presto sarebbero scomparsi del tutto): aveva ‘solcato il mare all’insaputa del cielo’. La mia prima terapia breve è partita da li’».

Cosi’ racconta Giorgio Nardone, psicologo fondatore (con Paul Watlawick) dello Strategic Therapy Center” (CTS) di Arezzo, in occasione dei 20 anni di Terapia breve strategica. Considerata inizialmente dal mondo accademico italiano un’eresia pura, questo trattamento nel frattempo è diventato psicoterapia a tutti gli effetti (richiestissima dai pazienti) con tanto di suggello universitario.

Da eretico a celebrato professionista: quanto c’è voluto?

«Migliaia di storie finite bene, molto studio e rigore per dimostrare che certi problemi si possono superare anche senza stare sdraiati anni e anni sul lettino, o senza riempirsi di psicofarmaci. Ma all’inizio, quando ho importato dalla Scuola di Palo Alto questo modello di terapia, c’era da parte del mondo accademico un atteggiamento simile a quelli che rifiutavano di guardare dentro il telescopio di Galileo. Poi nel 2000 ho pubblicato uno studio controllato su 3640 casi risolti entro le prime 7 sedute nell’88% dei pazienti. Anche i piu’ scettici hanno dovuto ricredersi. Cio’ che suonava strano è che non andassimo a cercare le cause piu’ profonde dei vari disturbi ma ci limitassimo a cercare la strategia migliore per superarli. Perchè «lo psicologo strategico è come un esperto marinaio che non puo’ conoscere la profonda verità del mare nè tantomeno il perchè dei suoi mutamenti. Eppure, con la sua conoscenza limitata al “come fare”, attraversa gli oceani e fronteggia le tempeste».

Una specie di navigazione a vista…

«Si ma le garantisco che quando un problema è superato, poi non si ripresenta piu’. Anzi, la maggior parte delle persone che si lascia alle spalle disturbi compulsivi, fobie gravi, problemi sessuali, dopo continua a migliorare, anche in altri aspetti della vita. E cio’ che sanno bene i fisici e i chimici: quando in un sistema complesso si introduce un cambiamento positivo, questo ha un effetto a cascata che trascina con sè altri effetti positivi. Noi lo verifichiamo puntualmente nei follow up a 3-6-12 mesi: una volta azzerato il sintomo, quasi nessuno dei nostri pazienti lo sperimenta di nuovo. E soprattutto, risolto un problema non ne insorgono altri. Anzi…»

Le origini dell’approccio breve strategico risiedono nelle antiche tradizioni elleniche della retorica dei sofisti e nella tradizione millenaria dell’Arte dello Stratagemma dell’antica Cina (utilizzo di espedienti e colpi di coda che in maniera rapida riescono a risolvere situazioni d’impasse).

Il termine strategico, in particolare, deriva da una branca della logica matematica che si chiama, appunto, LOGICA STRATEGICA (studio di logiche non lineari come contraddizione, paradosso e credenza).

Nei tempi più recenti, la formulazione del Modello di Terapia Breve si deve alla feconda tradizione della Scuola di Palo Alto come sintesi evolutiva tra le teorie sistemiche, lo studio sulla famiglia e sulla comunicazione (Bateson, Jackson, Watzlawick, Weakland).

Si deve, inoltre, a P. Watzlawick l’opera di approfondimento e sitematizzazione dei principi teorico-applicativi della comunicazione terapeutica (Pragmatica della comunicazione umana, 1971)

Nel 1987 la collaborazione tra P. Watzlawick e Giorgio Nardone (fondatori del Centro di Terapia Strategica di Arezzo) ha condotto alle moderne evoluzioni della terapia breve verso una forma avanzata di tecnologia terapeutica (TBS, Terapia Breve Strategica): il passaggio da un modello generale di terapia alla messa a punto di specifiche strategie e forme comunicative per le particolari tipologie di disturbo.

L’ulteriore evoluzione del modello è rappresentata da una avanzata tecnologia di comunicazione orientata al cambiamento: “Il Dialogo Strategico” (Nardone, Salvini 2004).

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