Panico: psico soluzioni

«Farsi prendere dal panico da soli è come ridere da soli in una stanza vuota» Chuck Palahniuk, Invisible Monsters, 1999

 

Avete presente quel momento in cui vi viene da ridere senza nessun motivo apparente? Ed essere consapevoli del fatto che vi trovate in una situazione dove è poco opportuno ridere, vi fa ridere ancora di piu’? Se qualcuno, poi, vi dice di non ridere, la situazione puo’ diventare ancor piu’ esilarante…

Ecco, questo è esattamente quello che accade quando si è preda di una paura improvvisa, travolgente e apparentemente immotivata. Sembra una logica cosi’ banale, ma cosi’ banale non è, perchè quello che di solito viene consigliato a chi soffre di panico (anche da molti esperti, bisogna dirlo!) è di concentrarsi a pensare o immaginare qualcosa di positivo oppure di rilassarsi proprio quando non ci si riesce a rilassare, con l’esito paradossale che la paura fa ancora piu’ paura!

Se chi è preso dal vortice del paura viene esortato a non aver paura, rischia di aver paura due volte perché, adesso, non solo è preda della paura iniziale, ma ha anche paura del fatto che ha una paura che non dovrebbe avere!

I meccanismi che alimentano la paura patologica, come abbiamo visto, essendo comportamenti solo in parte mediati dalla ragione (vedi COME SI FORMA), richiedono, per essere trattati con successo, un intervento che ne ricalchi la struttura e che sia, pertanto, molto poco razionale.

«Tu tremi, carcassa, ma tremeresti molto di piu’ se sapessi dove ho intenzione di condurti». Questa frase è attribuita al maresciallo Henri de Turenne (1611-1675) mentre parla a “se stesso” prima di affrontare una battaglia. Famoso per il suo coraggio, Turenne paventava tutte le battaglie, ma non si lasciava bloccare dalla paura. Questo dovrebbe valere per tutti i fobici.

Aver paura è normale. Il problema non è iniziare ad aver paura, ma la nostra reazione alla paura, è il non concedersi abbastanza paura per poter smettere di averne troppa. Piu’ che aver paura della paura si dovrebbe aver paura di non aver paura, piuttosto. E la soluzione non è evitare a tutti i costi di sperimentare la paura, ma imparare a non temerla piu’ esercitandosi con regolarità a sperimentarla per poterla controllare.

In altre parole, la paura non può essere eliminata, ma può essere trasformata in coraggio!

Il coraggio, a sua volta, è il risultato della gestione vincente della paura, non della sua cancellazione. Possiamo essere coraggiosi solo a patto di esser stati paurosi, altrimenti è solo incoscienza.

La differenza tra chi è coraggioso e chi è pavido sta nel fatto che l’uno accetta la paura e la gestisce, l’altro non la accetta e la subisce.

Dallo studio delle strategie terapeutiche e dalle tecniche di addestramento efficaci nel condurre le persone a superare i limiti imposti dalle paure emerge chiaramente che:

1)il primo passo consiste sempre nell’accettazione dell’ineluttabilità della paura, vista come risorsa e non più come limite;

2)il secondo nell’evocarla e alimentarla volontariamente per produrre l’effetto paradossale del suo azzeramento.

Metaforicamente, se nella mia mente io evoco un fantasma e poi scappo, questo mi inseguirà spaventandomi a morte; ma se, dopo averlo evocato non fuggo ma lo tocco, questo svanirà.

Un intervento mirato in oltre il 90% dei casi, puo’ risolvere il disturbo nell’arco di qualche mese e senza ricorrere ad alcun tipo di farmaco (il quale, paradossalmente, puo’ rappresentare uno dei fattori di mantenimento della paura, una sorta di stampella psicologica che aiuta a zoppicare meglio!)

«La paura sospinta si satura dei suoi stessi eccessi» E. Cioran

COME SI FORMA

CREARSI UN DISTURBO DA PANICO

PREVENZIONE


AVVISO: Le tecniche, i suggerimenti pratici e i consigli contenuti nella sezione PSICO SOLUZIONI  non sostituiscono il parere dello specialista, al quale è sempre indispensabile rivolgersi per qualsiasi diagnosi o terapia specifica. Pertanto, l’autore non puo’ ritenersi responsabile per ogni eventuale uso scorretto delle tecniche descritte in questa sezione da chiunque si avvalga delle stesse a fini terapeutici o diagnostici senza aver previamente interpellato lo specialista, l’unico in grado di fare una diagnosi corretta e adattare l’intervento al caso particolare.


BIBLIOGRAFIA:

Nardone Giorgio (2013), Psicotrappole, ovvero le sofferenze che ci costruiamo da soli: imparare a riconoscerle e a combatterle, Milano: Ponte alle Grazie.

Nardone G. (2000), Oltre i limiti della paura. Superare rapidamente le fobie, le ossessioni e il panico, BUR Rizzoli.


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