«Non sono i pensieri in sé a rendermi schiavo, ma il mio attaccamento ad essi» Jeanne de Salzmann
«Una vecchia zitella che abita in riva al fiume chiama la polizia per avvertirla che, davanti a casa sua, alcuni ragazzi fanno il bagno nudi. L’ispettore manda sul posto uno dei suoi uomini, che ordina ai ragazzacci di andare a nuotare più in là, dove non ci sono più case. Il giorno seguente la donna telefona di nuovo: i ragazzi si vedono ancora. Il poliziotto torna e li fa allontanare di più. Dopo un po’ l’ispettore è nuovamente chiamato dall’indignata signora, che si lamenta: “Dalla finestra della mia soffitta li posso vedere ancora con il cannocchiale!”. A questo punto ci si può chiedere: “Cosa farebbe la signora se i ragazzi scomparissero finalmente dalla sua visuale?» (Watzlawick, 1983, pag. 44)
Quando siamo preda di pensieri fastidiosi, ossessivi o intrusivi, di qualunque tipo essi siano, tendiamo a comportarci esattamente come la signora della storiella. Ovvero, non sono i pensieri a tormentarci di giorno e a svegliarci in piena notte, siamo noi a non dar loro tregua né di giorno né di notte. Infatti, quanto piu’ desideriamo l’assenza di qualcosa, tanto più tempo passeremo a spiare che quel qualcosa non ci sia più.
In pratica, di fronte ad una realtà mentale che spaventa, la tipica reazione è il controllo razionale dei pensieri irrazionali, il cercare in tutti i modi di controllare il pensiero attraverso il pensiero (es. cacciare via i pensieri, combatterli, distrarsi e pensare ad altro etc etc…), con l’effetto paradossale di contribuire al mantenimento proprio di quei pensieri di cui ci si voleva disfare. Il tentativo costante di avere sotto controllo dei pensieri che per definizione sono senza controllo, conduce inevitabilmente alla perdita di controllo.
Detto questo, bisogna dire che gli ossessivi sono molto piu’ sensibili della media e proprio per questo entrano piu’ facilmente di altri in labirinti mentali fatti di dubbi, perplessità, risposte e domande dai quali poi faticano ad uscire da soli. «Ci si rovina per saggezza» diceva E. Cioran.
«Il cuore, se potesse pensare, si fermerebbe» F.Pessoa
ISTRUZIONI PER DIVENTARE OSSESSIVI
BIBLIOGRAFIA:
Nardone G. (2013), Psicotrappole, ovvero le sofferenze che ci costruiamo da soli: imparare a riconoscerle e a combatterle, Milano: Ponte alle Grazie.